Il punto di vista

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Parliamo del punto di vista, dell’angolo di ripresa, dell’ampiezza di ripresa e dell’angolo Olandese…

Il punto di vista “è la posizione della fotocamera in relazione al soggetto”.
L’angolo di ripresa “è l’angolo in cui l’obiettivo della fotocamera è inclinato”.
Il campo di un’inquadratura “è l’ampiezza di ciò che viene ripreso”.

La modifica del punto di vista e dell’angolo della fotocamera, sono due semplici modi per controllare e variare la composizione.
Fotografare da un diverso punto di vista, fà emergere aspetti insoliti di un soggetto, quindi potendo, giriamogli intorno e guardiamolo da più punti possibili.
I soggetti sono quasi sempre tridimensionali, per valorizzarne le forme è necessario fotografarli tendenzialmente da un angolo (destra/sinistra o alto/basso) che consenta allo spettatore di vedere più di un lato/carattere del soggetto.

Punto di vista e angolo di ripresa orizzontale – Scattare a livello degli occhi (Eye Level)
Questo tipo di scatto è consigliabile per i ritratti dal mezzo busto al dettaglio.
Con la fotocamera tenuta orizzontale, gli occhi del fotografo devono essere paralleli a quelli della persona ritratta.
Attenzione che questa posizione se non studiata bene, ha poco effetto psicologico sullo spettatore e ha un basso potere drammatico.
Questo tipo di scatto è adatto a fotografare le persone in posizione ravvicinata, rubando i termini dalla cinematografia si avrà una serie di “Piani”:
> Medium Close-Up > Dove si inquadrerà il soggetto dalla testa al petto.
> Close-Up > Dove si riempirà lo scatto come la testa di una persona.
> Choker > Dove si inquadrerà il volto del soggetto da sopra le sopracciglia a sotto la bocca.
> l’Extreme Close Up > Dove si inquadrerà una piccola area o dettaglio del soggetto.
> L’Extreme Close Up (Italian Shot) > Inquadratura degli occhi, prende il nome dai film di Sergio Leone.
Quindi questo modo di fotografare considerando il punto di vista alto non sarà adatto a scattare le persone per intero, perché produrrà un effetto di schiacciamento dell’immagine, ingrandendo la testa e incassando il corpo, producendo anche un effetto psicologico che ridurrà al minimo la forza apparente e lo può far sembrare più debole e vulnerabile.

Punto di vista e angolo di ripresa dal basso verso l’alto
Questo tipo di scatto è consigliabile per immagini di persone intere.
Una bassa angolazione si ottiene quando l’angolazione della fotocamera si trova sotto il livello del punto di interesse e rivolta verso l’alto.
Questa posizione ha come caratteristica di slanciare, aggiunge enfasi e interesse, dare forza e dramma, ma anche a rendere più appariscente o minaccioso il soggetto, quindi è il modo più adatto per fare belle immagini e uscire dallo stereotipo delle fotografie ordinarie.
Più scendiamo verso la base del soggetto, più psicologicamente l’effetto sarà forte e potente.
Cosi facendo inquadrerai anche meglio il soggetto, evitando di essere distratti da sfondi confusi ed elementi che infastidiscono la visione.
Esiste anche un tipo di scatto da terra (Worm’s-eye), che ha lo scopo di dare allo spettatore il punto di vista di un bambino o di un animale.

Punto di vista e angolo di ripresa dall’alto verso il basso
Questo è uno scatto in cui la fotocamera è fisicamente più alta del soggetto e sta guardando il soggetto.
L’inquadratura dall’alto può far sembrare il soggetto piccolo, debole e vulnerabile, questo tipo di ripresa può trasmettere diversi tipi di stati d’animo e tensioni.
Punti di vista e angoli di ripresa elevati aiutano ad orientare lo spettatore, poiché mostrano le relazioni tra tutti gli elementi all’interno dell’area dell’immagine.

Gli scatti a volo d’uccello o vista aerea
La vista a volo d’uccello, tende a implicare un punto di vista più elevato rispetto al punto di ripresa alto.
Il termine vista aerea può riferirsi a qualsiasi vista da una grande altezza, come ad esempio quando si guarda lateralmente da una finestra di un aeroplano.
Uno scatto a volo di uccello si riferisce a uno scatto che guarda direttamente in basso sul soggetto.
La prospettiva è molto ridotta, facendo apparire il soggetto breve e tozzo.
Questo scatto può essere utilizzato per dare una ripresa generale di una scena, o per enfatizzare la piccolezza o l’insignificanza dei soggetti o per contestualizzare dove si trova il personaggio.

Angolo olandese
L’angolo olandese, noto anche come angolo inclinato o angolo obliquo, è un tipo di inquadratura che comporta l’inclinazione della fotocamera composta in modo che la linea dell’orizzonte non sia parallela ai bordi del fotogramma della fotocamera.
Questo produce un punto di vista simile a inclinare la testa di lato.
Un’inclinazione olandese modifica le linee orizzontali e verticali in diagonali e crea una composizione più dinamica.
L’angolo olandese è una tecnica usata spesso per ritrarre disagio psicologico, tensione nel soggetto, agitazione così da disorientare per lo spettatore.
Ha avuto origine nella prima guerra mondiale, nella scena cinematografica tedesca (movimento espressionista tedesco).
Il nome in tedesco era spesso confuso con la parola simile in olandese che da ora il nome del termine.

Il campo di un’inquadratura (ampiezza di ripresa)
Ossia il soggetto e l’ambiente che lo circonda.
Tutto dipende dalla distanza tra la macchina fotografica, il tipo di obiettivo e il soggetto inquadrato.
In cinematografia l’ampiezza del punto di ripresa viene distinto tra la percentuale del soggetto e dell’ambiente inquadrato.
Vengono nominati “Campi” quando è più presente l’ambiente, invece “Piani” quando è il soggetto a prevalere.
Per comodità trovo interessante usare questi termini anche per la fotografia.
Ecco la nomenclatura dei tipi base di inquadrature cine/fotografiche:
> Medium Shot > Un scatto da questa posizione incornicia il soggetto dalla vita in sù e mostra una parte dell’ambiente circostante.
> Cowboy Shot (American Shot) > Una variante di un Medium Shot, prende il nome dai film western che inquadrano il soggetto da metà coscia in sù (inquadratura delle pistole).
> Medium Full Shot (3/4 Shot) > Intermedio tra Medium Shot e Full Shot, mostra il soggetto dalle ginocchia in sù, dove il soggetto è ancora dominante nello scatto.
> Full Shot > Soggetto e ambiente hanno la stessa importanza (peso 50/50) nell’inquadratura.
> Extreme Long Shot (Wide Wide Shot) > Ci sono scatti lunghi estremi che sono estremamente lontani dal soggetto e potrebbero non mostrare nemmeno una persona.
Questi sono di solito fatti in un angolo alto in modo che lo spettatore possa guardare in basso su un’ambientazione o scena.
Gli scatti estremi sono usati dal punto di vista narrativo per mostrare allo spettatore l’ambientazione.
Più il soggetto è lontano dalla fotocamera, più è importante la sua relazione con l’ambiente circostante.
Scatti in cui la distanza rende illeggibili le espressioni facciali tendono a stabilire i luoghi dell’azione a venire.

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